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Previste azioni globali contro la disinformazione ambientali. L’accordo siglato da Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Spagna, Svezia e Uruguay. Assente l’Italia. Guterres: “Gli scienziati non devono temere di dire la verità”
Dieci Paesi, tra cui Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Spagna, Svezia e Uruguay, hanno firmato alla Cop30 di Belém una Dichiarazione sull’integrità dell’informazione climatica, il primo documento internazionale volto a contrastare la disinformazione e negazionismo climatico e a promuovere la diffusione di dati accurati e basati su evidenze scientifiche.
La dichiarazione, sostenuta dalle Nazioni Unite e dall’Unesco, stabilisce una serie di impegni comuni per garantire la qualità delle informazioni ambientali, finanziando ricerche e programmi di formazione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Il testo incoraggia inoltre il coinvolgimento del settore privato nella promozione di pratiche di comunicazione e pubblicità trasparenti e responsabili.
Il documento invita governi e istituzioni a unire gli sforzi nel combattere la disinformazione e gli attacchi contro giornalisti, scienziati e attivisti ambientali, spesso esposti a minacce e campagne di denigrazione. Secondo il segretario generale dell’Onu, António Guterres, la nuova iniziativa globale rappresenta “un passo decisivo per garantire che scienziati e ricercatori non debbano temere di dire la verità”. La firma della Dichiarazione alla Cop in Amazzonia segna un momento simbolico nel contrasto al negazionismo e nella costruzione di un consenso internazionale fondato sulla scienza e sulla trasparenza.