Gianni Iotti al Salone del Libro
Il romanzo Autobiografia di Gianni Iotti ha debuttato ala Salone del libro di Torino, a pubblicarlo la viareggina casa editrice Giovane Holden Edizioni. Per saperne di più abbiamo incontrato l’autore ed ecco cosa ci ha raccontato.
1. Professore, la sua carriera accademica l’ha portata in tutta Europa, da Venezia a Parigi, ma il suo legame con il nostro territorio resta forte. Come vive il ritorno alla narrativa d’invenzione partendo dalle sue radici e dal contesto culturale toscano?
Non sono toscano, ma frequento da anni questa regione che sento molto congeniale anche perché, forse, si tratta della regione più francese d’Italia, a causa del noto razionalismo dei toscani. Ed essendo io un francesista… Quanto alla narrativa non si tratta di un vero ritorno perché non ho mai cessato di scrivere fin dall’adolescenza, (anche se, in verità, più in versi che in prosa). Semplicemente, non ho mai voluto sovrapporre scrittura creativa e produzione accademica.
2. Il protagonista del libro vive un percorso d’adozione in Italia dopo un’infanzia nell’Europa orientale. C’è qualche riflessione legata alle dinamiche di accoglienza, provincia o sradicamento che attinge anche a territori o realtà a noi vicine?
Ferma restando la grande attualità, spesso drammatica, relativa alla condizione dello sradicamento e della migrazione, nel mio libro la condizione di marginalità che caratterizza il personaggio principale è essenzialmente simbolica: si tratta di uno stato che allude a un disagio meno sociale che esistenziale. Resta tuttavia che il dato della marginalità caratterizza fortemente le nostre società globalizzate, e in questo senso la storia del mio personaggio può essere intesa come surdeterminata da fattori pratici.
3. Giovane Holden Editore è una realtà editoriale fortemente radicata e attiva sul territorio toscano. Com’è nata la collaborazione per questo specifico progetto e quanto conta, oggi, la sinergia tra autori di rilievo internazionale ed editoria indipendente del territorio?
Il mio incontro con Giovane Holden Edizioni è nato per caso: avevo inviato il manoscritto del mio primo romanzo, Te-fa-min, al premio letterario organizzato da quella casa editrice, e il lavoro ha ottenuto il premio speciale della giuria. Da qui l’inizio della collaborazione con un’impresa di cui posso solo celebrare la serietà e i meriti. Più in generale direi che il ruolo delle piccole case editrici – e mi risulta che in Toscana ce ne siano di particolarmente attive – è assolutamente vitale per la produzione letteraria attuale. È da esse, infatti, che possono venire le proposte più interessanti di scrittori esordienti, fuori dai giochi – spesso truccati – delle case editrici maggiori.
4. Il debutto ufficiale avviene al Salone di Torino, ma quando e dove potremo incontrarla in Versilia per la prima presentazione locale di Autobiografia?
La Versilia è uno dei luoghi più culturalmente vivaci d’Italia. Soprattutto d’estate, le occasioni di eventi e di incontri, con un’ampia partecipazione di pubblico, rappresentano delle imprescindibili occasioni di crescita culturale. In questo momento sto organizzando una serie di presentazioni del mio libro, e conto proprio che una di queste avvenga in Versilia.