di Guglielmo Neri
Le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Lorenzo Alessandrini nell’articolo pubblicato nei giorni scorsi confermano ancora una volta uno schema comunicativo ormai ricorrente, domande evitate, responsabilità spostate, toni aggressivi verso chi pone quesiti legittimi.
Ogni critica viene respinta come un attacco politico, ogni ritardo viene trasformato in una circostanza eccezionale, ogni problema diventa colpa di chi c’era prima. È un modo di amministrare e comunicare che rifiuta qualsiasi assunzione di responsabilità politica, nonostante siano ormai trascorsi quasi cinque anni dall’insediamento dell’attuale amministrazione.
Il Sindaco torna ancora una volta ad attribuire responsabilità alle amministrazioni precedenti in merito a Piazza Pertini, ma è opportuno ricordare ai cittadini come stanno realmente le cose. L’amministrazione di allora non realizzò direttamente Piazza Pertini, l’opera fu infatti eseguita da un privato attraverso un accordo di perequazione urbanistica tra pubblico e privato, con gli uffici comunali competenti che rilasciarono tutte le necessarie certificazioni attestando la corretta esecuzione delle opere. Quando si racconta la storia amministrativa del territorio, la si racconti tutta e correttamente.
Fatto sta che gli attuali lavori di miglioria alla Piazza Pertini dovevano terminare il 2 dicembre 2025, ma a maggio 2026 sono ancora in corso, e visto che gli oltre 160 giorni di ritardo non possono essere imputati alle amministrazioni precedenti si utilizza la scusa della pioggia.
Giustamente, secondo la curiosa logica alessandriniana, quando non è colpa dei predecessori è colpa del meteo anche se i dati ufficiali di LaMMA Toscana e CFR Toscana raccontano di piogge nella norma.
Alla fine le grandi opere del Sindaco si riducono al rifacimento di qualche marciapiede, all’asfaltatura di alcuni tratti di strada e alla realizzazione di uno sgambatoio su un’area acquisita al comune dalle precedenti amministrazioni: un’area verde recintata accanto all’argine del fiume che, tra l’altro, troppo spesso versa in condizioni impraticabili proprio per l’assenza di una manutenzione costante. Se queste sono le grandi opere realizzate per Querceta, c’è davvero poco da stare tranquilli.
Più che l’elenco di opere ordinarie, sarebbe utile ricordare ai cittadini le numerose promesse annunciate e mai mantenute.
La riqualificazione di Piazza Matteotti con il recupero del palazzo centrale è completamente scomparsa dall’agenda amministrativa, così come il recupero delle aree ex Sidis ed ex Lensi è rimasto lettera morta.
Il marciapiede sull’Aurelia verso Ponterosso non è mai stato realizzato, la Casa dei Giovani è stata venduta per far quadrare il bilancio e rotonde, guadi, camminatoi e sgombero Pantanella sono diventati l’ennesimo elenco di promesse evaporate senza alcun rendiconto pubblico.
Tra memoria corta e idee confuse, il Sindaco si addentra poi nella questione della piscina comunale, dimostrando ancora una volta di avere una ricostruzione quantomeno confusa.
La piscina fu avviata sotto l’amministrazione Mazzucchi e completata durante la prima amministrazione Neri e avviò l’attività nel novembre 2007 rimanendo regolarmente attiva fino al periodo del Covid. Come accaduto in moltissimi settori, la società che gestiva l’impianto entrò in difficoltà durante la pandemia, tra la fine dell’amministrazione Tarabella e l’inizio dell’amministrazione Alessandrini, e la gestione venne abbandonata lasciando la struttura chiusa per alcuni anni. Anche in questo caso, invece di affrontare il problema e assumersi le proprie responsabilità, il Sindaco preferisce riscrivere la storia.
Non meno preoccupante è la questione dell’ex area Olimpia, che Alessandrini continua a presentare come una grande opportunità per Querceta.
Noi riteniamo invece che, se realizzato nelle modalità attualmente previste, quel progetto rappresenterà un grave problema per il territorio, congestionando il traffico su via Don Minzoni e via Fratelli Rosselli, creando impatti pesanti sulle abitazioni e sulle attività presenti nell’area e comportando persino espropri parziali di proprietà private. Senza contare i danni economici che un centro commerciale di quelle dimensioni rischia di provocare al tessuto commerciale di Querceta, senza portare alcun tipo di beneficio a chi abita a Querceta.
Anche questa operazione dimostra la mentalità di chi oggi governa il Comune: assecondare grandi interessi privati invece di difendere davvero il territorio e i cittadini. Tra le affermazioni più sorprendenti del Sindaco c’è poi quella relativa all’aver “realizzato uno stadio prestigioso”. Ricordiamo che a fine anni Novanta, dopo i due mandati giovanili di Alessandrini, lo stadio risultava in condizioni di forte degrado ed era inagibile. La tribuna venne ristrutturata e riaperta sotto l’amministrazione Mazzucchi e successivamente la totale messa a norma e in agibilità dell’intera struttura sia per il calcio che per il Palio dei Micci avvenne sotto l’amministrazione Neri. È corretto riconoscere che sotto le amministrazioni Tarabella e Alessandrini, anche grazie al contributo del Seravezza Calcio, sono stati realizzati ulteriori miglioramenti, ma sostenere di aver “realizzato” lo stadio significa semplicemente distorcere la realtà.
Il Sindaco conclude infine il suo intervento parlando del sottovia di Querceta, altra opera simbolo di una gestione che definire problematica è poco. In base ai proclami provenienti dal Municipio inizialmente i lavori dovevano essere completati in un anno, poi nel 2024, poi nel 2025, poi nel 2026 e oggi si parla ormai della fine del 2027. Nel frattempo, i costi continuano ad aumentare, il progetto è stato ridimensionato, rispetto al precedente, eliminando collegamenti importanti come quelli con via Fonda e via Aurelia e il Comune si è fatto carico di tutte le spese eccedenti i 5,2 milioni originariamente stanziati dalla Provincia per il vecchio progetto di rifacimento del cavalcavia. La previsione è già salita a circa 6,4 milioni di euro, ai quali si aggiungono ulteriori costi legati alla bonifica del terreno contaminato dall’amianto e all’interramento della condotta del gas, senza dimenticare che in futuro il Comune dovrà sostenere anche tutti i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’opera. Una scelta che peserà per decenni sui bilanci comunali.
I numeri, del resto, parlano da soli.
Nel frattempo, la sostituzione di qualche infisso scolastico viene raccontata come un risultato amministrativo straordinario.
Il Sindaco Alessandrini ha il dovere di rendere conto delle promesse non mantenute con trasparenza, responsabilità e rispetto verso i cittadini. Nascondersi dietro continue giustificazioni e attaccare chi pone domande legittime non aiuta Querceta né il Comune di Seravezza.
Per quanto ci riguarda, noi di Seravezza Progressista continueremo a svolgere un’opposizione ferma, rigorosa e sempre corretta. Un’opposizione che non si limita alla critica, ma che vuole costruire un’alternativa seria, credibile e partecipata, nata dal basso, per restituire dignità, visione e futuro alla nostra comunità.